Quanto tempo ha l'Agenzia delle Entrate per un accertamento
I termini di decadenza dell'accertamento: regola dei cinque anni, dichiarazione omessa, e come verificare se un avviso è arrivato fuori tempo.
Il potere di accertamento non è illimitato nel tempo: la legge fissa termini di decadenza oltre i quali l'atto è illegittimo. Conoscerli consente di capire subito se un avviso è ancora notificabile.
La regola generale dei cinque anni
Per le imposte sui redditi e per l'IVA, l'avviso di accertamento deve essere notificato, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione. Esempio: per la dichiarazione presentata nel 2021 (anno d'imposta 2020), il termine ordinario scade il 31 dicembre 2026.
Dichiarazione omessa o nulla
Se la dichiarazione è stata omessa o è considerata nulla, il termine si allunga: l'accertamento può essere notificato entro il 31 dicembre del settimo anno successivo a quello in cui la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata.
Cosa controllare
Annota sempre la data di notifica (timbro, PEC o raccomandata) e l'anno d'imposta indicato nell'atto. Sono i due dati che permettono di calcolare se il termine è stato rispettato.
Quando i termini cambiano
Esistono ipotesi particolari — ad esempio proroghe normative o rilievi con profili penali — che possono incidere sui termini. Per questo, di fronte a un atto che sembra tardivo, conviene una verifica puntuale prima di trarre conclusioni.
Dubbi sui termini del tuo accertamento?
Indica l'anno d'imposta e la data di notifica: ti orientiamo sul professionista che può verificare la tempestività dell'atto.
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Cos'è un avviso di accertamento, quali termini deve rispettare l'Agenzia delle Entrate, come si reagisce e quali strumenti deflattivi valutare prima del ricorso.
Come rispondere a un avviso di accertamento
Le mosse concrete nei primi giorni: leggere l'atto, raccogliere i documenti, valutare adesione, autotutela o ricorso senza perdere i termini.