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Come rispondere a un avviso di accertamento

Le mosse concrete nei primi giorni: leggere l'atto, raccogliere i documenti, valutare adesione, autotutela o ricorso senza perdere i termini.

Di Avvocato Giulia FerraroAggiornato il 5 maggio 20267 min di lettura

Ricevere un avviso di accertamento richiede metodo. Nei primi giorni si decide molto: agire con ordine evita decisioni affrettate e mantiene aperte tutte le opzioni.

1. Leggere l'atto e annotare le date

Individuare la data di notifica, il termine per il pagamento e quello per l'impugnazione. Da qui partono tutti i conteggi successivi: 60 giorni per il ricorso, eventualmente sospesi in caso di istanza di adesione.

2. Ricostruire la documentazione

  • Dichiarazioni e bilanci dei periodi contestati
  • Fatture, contratti e documentazione contabile rilevante
  • Eventuali questionari, inviti o PVC ricevuti in precedenza
  • Corrispondenza con l'ufficio

3. Valutare lo strumento giusto

Se i rilievi sono in tutto o in parte fondati, l'adesione consente di ridurre le sanzioni; se l'atto contiene errori evidenti, si può chiedere l'autotutela; se la pretesa è infondata, si prepara il ricorso. Le strade non si escludono sempre a vicenda e vanno calibrate sul caso.

Da non fare

Non lasciar passare i 60 giorni nella speranza che la pratica si chiuda da sola e non pagare per fretta senza una verifica: sono i due errori che costano di più.

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Descrivi i rilievi e le scadenze indicate nell'atto: ricevi una prima valutazione orientativa sulle opzioni disponibili.

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