Ricorso tributario: termini e quando conviene presentarlo
Il termine di 60 giorni, la soppressione del reclamo-mediazione, la sospensione della riscossione e i criteri per decidere se impugnare.
Il ricorso è lo strumento per contestare un atto davanti al giudice tributario. La decisione di presentarlo va presa valutando fondatezza dei motivi, importi in gioco, costi e tempi del giudizio.
Il termine: 60 giorni
Il ricorso si propone, a pena di inammissibilità, entro 60 giorni dalla notifica dell'atto. Il termine è sospeso nel periodo feriale (1°–31 agosto) e, in caso di istanza di accertamento con adesione, per ulteriori 90 giorni.
Aggiornamento
Per gli atti notificati dal 4 gennaio 2024 è stato soppresso il reclamo-mediazione obbligatorio: non è più necessaria la fase preliminare che in passato riguardava le liti minori.
La riscossione nel frattempo
La presentazione del ricorso non blocca automaticamente la riscossione. Per evitare il pagamento in pendenza di giudizio occorre, quando ne ricorrono i presupposti, chiedere al giudice la sospensione dell'atto, dimostrando il danno grave e l'esistenza di buone ragioni.
Quando conviene impugnare
- I rilievi appaiono infondati o l'atto è viziato (motivazione carente, termini scaduti)
- Gli importi sono rilevanti e il margine dell'adesione è insufficiente
- Esistono precedenti favorevoli sulla questione
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